Biography

Paul Jenkins

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Paul Jenkins - Phenomena Riot Prism

Phenomena Riot Prism

Year : 1978

Dimensions : 110 x 79 cm.

Technique : Acquerello su carta vergata

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Paul Jenkins

Biography

Paul Jenkins nasce a Kansas City, nel Missouri, il 12 luglio 1923. Cresciuto nel Midwest americano, da ragazzo lavora in una fabbrica di ceramiche dove entra per la prima volta in contatto con i pigmenti e con gli effetti del calore sul colore. Durante la Seconda Guerra Mondiale presta servizio nella Marina degli Stati Uniti, e al termine del conflitto decide di trasferirsi a New York per studiare pittura presso la celebre Art Students League, rimanendo affascinato dalle opere di Yasuo Kuniyoshi e Mark Rothko. Nel 1953 compie una scelta decisiva per la sua vita e la sua carriera: si trasferisce a Parigi, città che diventerà il suo principale polo creativo e la sua seconda casa per decenni. Nella capitale francese stringe amicizia con i grandi esponenti dell'Informale europeo, come Jean Dubuffet e Wols, integrandosi pienamente nella scena artistica internazionale. Nel corso della sua lunga vita ha diviso la propria attività tra gli studi di Parigi e New York, ricevendo prestigiosi riconoscimenti umanitari e culturali e continuando a dipingere fino alla sua scomparsa, avvenuta a New York nel giugno del 2012 all'età di 88 anni.

Jenkins è stato un ponte fondamentale tra l'Espressionismo Astratto americano e l'Informale europeo. Rifiutando l'uso del pennello tradizionale per evitare di imprimere un gesto meccanico sulla tela, Jenkins sviluppa una tecnica del tutto personale nota come pouring (colata). L'artista versava direttamente i colori acrilici o ad olio sulla tela cotona non trattata e, inclinando sapientemente il telaio, lasciava che la forza di gravità guidasse il movimento dei pigmenti. Successivamente indirizzava le colate cromatiche utilizzando una spatola ricavata da un osso o avorio di mammut, creando sfumature traslucide e velature fluide che ricordano formazioni cosmiche, fenomeni atmosferici o la fluidità del magma.

A partire dal 1959 decide di anteporre la parola Phenomena al titolo di quasi tutte le sue opere, seguita da espressioni poetiche, per sottolineare come il quadro non sia la rappresentazione di un oggetto figurativo, bensì un "fenomeno" visivo autonomo e una manifestazione pura di luce e colore. Profondamente influenzato dalla Teoria dei Colori di Goethe, dalla filosofia Zen e dallo sciamanesimo, Jenkins concepiva la pittura come un'esperienza spirituale. Le sue opere, contraddistinte da una straordinaria luminosità, sono conservate nelle collezioni permanenti dei più grandi musei del mondo, tra cui il MoMA e il Guggenheim di New York, la Tate Modern di Londra e il Centre Pompidou di Parigi.

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